28 gen 2014

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Torcolo di S. Costanzo di Perugia: la vera ricetta

Il 29 Gennaio é il giorno in cui la Chiesa cattolica ricorda S. Costanzo, primo vescovo di Perugia , martirizzato nel 170 ai tempi dell'Imperatore  Marco Aurelio e oggi Santo Patrono della città capoluogo dell'Umbria.

Dopo averlo decapitato, il corpo del vescovo fu portato nei pressi di Perugia, dove fu eretta la prima cattedrale cristiana a Lui dedicata. S. Costanzo.
Il 29 gennaio, c'é da tempo immemorabile  la luminaria: una processione con torce e candele alla quale partecipano le autorità civili e religiose, che parte dalla Basilica di san Pietro e raggiunge la chiesa di san Costanzo ( dove c'é la facoltà di Agraria) .

Il 29,  c'é tradizionale mostra mercato lungo il Borgo XX Giugno, ed ha luogo la degustazione del torcolo di san Costanzo, dolce tipico della ricorrenza.
Questa ricorrenza è molto antica: proprio nella Basilica di San Costanzo i religiosi facevano grandi quantità di torcolo, che distribuivano ai poveri.
Ma qual'é la vera ricetta del Torcolo di S. Costanzo?
Torcolo di S. Costanzo di Perugia: la vera ricetta
Il Torcolo di San Costanzo, come si può vedere
da questa foto è basso e POCO LIEVITATO

  • Il vero torcono di S. Costanzo ha miliardi di calorie, è un dolce tipicamente invernale: zucchero, pinoli , uova, farina, burro, olio e uvetta sultanina sono i principali ingredienti, e va accompagnato dal Vin Santo, (vino dolce liquoroso), tipico di quelle terre.
  • Una vera e propria bomba calorica che sicuramente serviva alle persone indigenti dell'alto medio evo in epoche in cui racimolare calorie per i più poveri non era certo semplice, calorie di cui oggi si può fare tranquillamente a meno, però certo che un assaggio male non fa.
  • Il torcolo di S. Costanzo è uno di quei dolci tipici italiani da provare.
  • Una curiosità: si dice che fino a qualche decina di anni fa se una ragazza regalava il torcono di S. Costanzo ad un ragazzo questi significava che aveva delle pretese amorose nei suoi confronti... Roba d'altri tempi...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Da perugino faccio notare che la vostra ricetta è assolutamente contestabile e infondata dal punto di vista storico e tradizionale. Uova e burro non appartengono a questa ricetta. Il burro, in particolare, è raramente utilizzato nella cucina umbra dove, da sempre, i grassi impiegati, anche nei dolci, sono strutto e olio d'oliva.
inoltre, come si fa a scrivere che un alimento ha "miliardi di calorie"? Faccio notare, con il confronto di valori nutrizionali, che il torcolo di San Costanzo ha molte meno calorie di altri dolci italiani. Magari informarsi prima di scrivere?

Massy Biagio ha detto...

Forse 'miliardi di calorie' era ironico?

Massy Biagio ha detto...

PS: l’Accademia Italiana della Cucina di Perugia dice che questi sono gli ingredienti: farina di grano tenero, acqua, lievito (la ricetta originale prevede l’utilizzo del “lievito acido”, un lievito naturale ottenuto dalla fermentazione di farina e acqua; tuttavia, la ricetta consente l’utilizzo o l’aggiunta di lievito di birra), olio extra vergine di oliva, zucchero, uva passa, vero candito di buon cedro candito (colore verde, sapore adeguato), pinoli, semi di anice.

Resta il fatto che il burro viene di solito usato per mettere nella teglia per non farlo attaccare alla cottura e l'uovo ( 1 di solito o 2 a seconda della grandezza), lo si usa come addensante della farina DA SEMPRE.
Poi ognuno fa come vuole, ma questa é la sola e unica ricetta tradizionale del suddetto torcolo.

Anonimo ha detto...

La ricetta dell'Accademia della Cucina si avvicina molto a quella che si trova in antiche testimonianze scritte e reperibili sia alla Biblioteca Augusta sia all'Archivio di Stato. Resta il fatto che di solito il burro NON viene usato per ungere la teglia: tradizionalmente per questo scopo, in Umbria, si usa l'olio d'oliva.
L'uovo come addensante da sempre? Ma figuriamoci!