19 nov 2015

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Amir Issaa Ius Music testo: la canzone degli stranieri nati in Italia

Ecco un'interessante canzone rap di Amir Issaa, italiano di nascita e marocchino di origini, finalmente una canzone hip-hop che parla di problemi veri, che vengono dal basso, come dovrebbero essere le canzoni hip-hop.

Aggiornamento novembre 2015: sta tornando di moda questa canzone, piena di significati in questo caldo autunno del 2015, un autunno caldo in tutti i sensi: una decina di francesi di origine magrebina hanno messo ferro e fuoco Parigi, uccidendo oltre 100 persone e ferendone più di 300, una vera e propria carneficina in nome di una religione, di etnie diverse, di guerre in atto mai dichiarate, atti di cui la stragrande maggioranza dei musulmani e degli immigrati in Europa si dissocia ma, c'é un ma...

Sta facendo un gran clamore questa canzone del 2014, dopo la pubblicazione su un sito razzista e xenofobo quale Imola Oggi, che accusa questa canzone di 'incitare al terrorismo'.
Chi scrive non ha sentito questo, ha sentito ben altro, ma forse io sono solo un umile blogger e il 'giornalista' di Imola Oggi è più ferrato di me in Italiano e ci ha sentito un incitamento al terrorismo, vabbè.

Resta il fatto che questa canzone parla di Ius Soli, cioé il diritto di cittadinanza per chi nasce in un determinato paese.

Oggi se nasci in Italia da genitori stranieri non hai il diritto di cittadinanza e quindi, pure se vivi in una città italiana, pure se
Amir Issaa Ius Music testo: la canzone degli stranieri nati in Italia
Amir Issaa
frequenti una scuola italiana, pure se parli italiano e i tuoi amici sono italiani, la tua fidanzata é italiana, i tuoi genitori lavorano in una fabbrica italiana...
Tu sei considerato straniero, e ogni anno devi rinnovare pure il permesso di soggiorno, finché hai 18 anni, età in cui puoi diventare  - finalmente - cittadino italiano a tutti gli effetti.

Questa canzone diventerà l'inno degli immigrati in Italia?

  • Non prevediamo il futuro e pure se non ci piace un granchè come metrica, il contenuto è molto molto interessante, nonché azzeccato in pieno, al 100%. E' una canzone che esprime un forte malessere che viene da questi ragazzi che si sentono stranieri - e trattati come tali -  in terra Loro.

  • Testo Ius Music - Amir Issaa
I miei fratelli sono afro fieri, maghreb e cinesi, filippini con i piedi qua e il sangue da altri paesi, chi ha la madre che lavora nelle case di ignoranti che abbandonano le loro sole in braccio alle badanti. Gente stupida rimasta ancora al medioevo, li sveglio di notte sono l'incubo dell'uomo nero e se il futuro è il nostro lo vogliamo in esclusiva, stanchi di elemosinare diritti e metterci in fila, Da Palermo a Torino scoppierà un casino, se l'Europa è un altra storia se Roma non è Berlino, è la paura di qualcosa che ormai vive qua vicino e non ti salverai in Padania non esiste in nessun libro, Non sono un G2 Italiano col trattino, una Fiat uno col bazooka sul tettino è la storia di un normale cittadino impazzito era clandestino adesso è un assassino.

Questa è Ius Music, Ius Music
Questa è Ius Music, Ius Music
Questa è Ius Music, Ius Music
Non c'è frontiera quando la mia gente parla

Questa è Ius Music, Ius Music
Questa è Ius Music, Ius Music
Questa è Ius Music, Ius Music
Orfano di quest'Italia un superstite resto a galla

La mia non è una razza la mia è una tribù quelli sempre al centro del mirino è questa la mia crew, la mia gente stanca di essere accusata di essere considerata il pericolo dentro casa
amici laureati fermati da uno con la terza media umiliati e maltrattati, e non c'è scusa quando l'ignoranza parla se qua l'essere Italiano è solamente sulla carta, Se ti senti fuori luogo in questa situazione, e diventi uno straniero nella tua nazione, stessa lingua stessa rabbia stesso cibo, siamo nella stessa merda non sono io il tuo nemico, siamo scacchi nella stessa battaglia noi orfani superstiti fratelli d'Italia, oltre i muri le frontiere e i confini Balotelli faccio gol e sono tutti felici.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra molto generico e populista dire stessa lingua stessa rabbia stesso cibo....mah non mi pare tanto stesse!! Si vuole togliere il corcifisso da ogni luogo, si vogliono macellerie halal dove gli animali devono essere uccisi tramite iugulazione, cioè per dissanguamento con un taglio della gola, senza il preventivo stordimento dell’animale. Si praticano menomazioni ai genitali femminili, si impone il burqua... Solita storia: i diritti si vogliono tutti ma le nostre leggi, se non conformi al loro pensiero o allo loro religione, non si rispettano.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con l'anonimo precedente.. A nessuno darebbe fastidio se venissero qua, rispettassero le nostre leggi e tradizioni, se cercassero di integrarsi nella comunità italiana anche in situazioni banali, come la partecipazione per esempio alle feste di quartiere.. Nella mia città ci sono quartieri con presenza di stranieri dal 20 al 50%, li si invita alle feste, alle attività.. Zero partecipazione!! Cosa dovremmo pensare? Per me questo è razzismo al contrario.. Sputare nel piatto in cui si mangia.. Sono queste cose che creano poi astio nelle persone, ma non è una situazione che parte da noi italiani!!!!

Anonimo ha detto...

Non dico di tornaresene a casa loro, ma almeno di dissociarsi da una religione violenta e diventare atei come la maggior parte degli italiani