23 ott 2016

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Resilienza: significato del Tatuaggio

Anche Gianluca Vacchi ha un tatuaggio con la scritta resilienza, ma cosa significa questa parola? La resilienza indica tutte quelle persone che, nonostante le avversità della vita, non si abbattono e si rialzano anche più forti di prima. Descrive tutte quelle persone che hanno un carattere forte e che sanno fare tesoro delle esperienze negative della vita e sfruttarle a proprio vantaggio. Descrive la capacità di evolvere anche grazie agli eventi negativi.

Il termine ha spopolato grazie all’imprenditore Gianluca Vacchi che tra Facebook e Istagram conta oltre un milione di fan. Vacchi ha tatuato la parola “resilienza” sul proprio corpo e ne ha fatto anche una filosofia di vita.

Resilienza significato

La resilenza indica la capacità di un corpo di resistere ad eventi che provocano uno choc e di riprendere la sua struttura iniziale. In ambito psicologico indica la capacità di un individuo di superare i momenti dolorosi dell’esistenza e di evolvere, nonostante le avversità.

La resilienza consiste nel prendere atto del trauma: lutto, abbandono, incesto, violenza sessuale, malattia, guerra. Si impara a conviverci, risollevandosi e guardando le cose da un’altra prospettiva. A volte si riesce anche a liberarsi di un passato pesante, uscendone temprati.
Resilienza: significato del Tatuaggio

Significato resilienza in psicologia

A parlare di resilienza sono stati per primi gli psicologi USA. Un apporto determinante è stato dato dal lavoro del pediatra e psicanalista John Bowlby all’inizio degli anni Ottanta. In Francia la resilienza è stata divulgata da Boris Cyrulnik, etnologo, neuropsichiatra e psicanalista che ha mostrato al grande pubblico che la resilienza può diventare una fonte di speranza. Partendo da esperienze vissute in prima persona e dall’osservazione di diversi gruppi di individui Cyrulnik ha dimostrato che la psicologia e la psicanalisi possono essere affrontate in modo più ottimista. Le avversità si possono inquadrare come momenti da superare. In Italia queste teorie sono state affrontate da Elena Malaguti, docente di pedagogia speciale dell’Università di Bologna, e autrice, insieme a Cyrulnik, di alcuni saggi divulgativi.

L’atteggiamento resiliente è dinamico

Passa attraverso diverse fasi di difesa per contrastare traiettorie evolutive negative. Una persona resiliente passa attraverso una fase di rivolta e il rifiuto di sentirsi condannata alla sofferenza. In seguito arrivano il sogno e il senso di sfida, la voglia di uscire dal trauma, prefiggendosi un obiettivo. E' un atteggiamento di rifiuto che consiste nel crearsi un’immagine di persona forte pur di difendersi dalla compassione altrui, anche se resta sempre una certa fragilità interiore. Il senso dell’umorismo caratterizza il resiliente che sviluppa una forma di autoderisione nei confronti del proprio trauma. Serve a smettere di essere visti dagli altri come vittime della vita.
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Moltissimi resilienti possono vivere delle fasi creative (scrittura, disegno). Si tratta di modi per esorcizzare il dolore, percorrere strade nuove e mostrare indirettamente la propria diversità.

Resilienza: fattori innati e acquisiti

Da un individuo all’altro, il cervello non produrrà la stessa dose di dopamina, serotonina e di sostanze euforizzanti. Alcuni bambini saranno più attivi e psicologicamente più stabili di altri già dalla nascita. Altri fattori da prendere in considerazione sono: il carattere del bambino (docile, fiducioso), il clima familiare nel quale cresce nei primi anni di vita (se è armonioso e rassicurante, se i genitori sono uniti, se il grado di attaccamento alla madre è forte) e la rete di relazioni esterne che il bimbo riesce a creare (più o meno rassicuranti e di appoggio). Un bimbo che ha questi 3 attributi dovrebbe essere munito di mezzi per affrontare le difficoltà dell’esistenza senza apparente sconforto.
cosa significa resilienza

Imparare la resilienza

Dopo un trauma o una prova dolorosa, ogni individuo è portato a crearsi un processo di resilienza. Deve ammortizzare il colpo, riprendere in mano il proprio destino per trasformarlo e, poi, continuare a vivere normalmente. La ferita è lì e non andrà mai via.

La resilienza negli Usa ha riscosso successo


Gli americani hanno fatto proprio il concetto di resilienza. In Europa è più difficile da diffondere. Gli psicologi americani si ispirano al comportamentismo per analizzare certi fenomeni e stabilire delle terapie adeguate. In Italia, molti psicanalisti denunciano questo metodo perché tende a preoccuparsi più dei sintomi che dell’origine della sofferenza degli individui. La resilienza non deve essere percepita come segno di invulnerabilità, ma essa presenta il vantaggio di veicolare, a chi ci osserva dall'esterno, un messaggio ottimista e contro il fatalismo, un realismo carico di speranza in un futuro migliore con persone più forti.
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